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14.05.2007
*******(Debolezza)
PREMESSA:
Questa poesia, l'ho scritta nel periodo più forte di lotta contro il mostro feroce.. Qualcuna di voi capirà...br />
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La debolezza è tentazione,
è dolce culla bavosa di ricordi e carta.
La debolezza ti ingoia
con affetto e tu
delicatamente
scivoli via dentro il suo palato,
coli,
giù,
giù,
e infine ti digerisce
e di te resta una poltiglia
scura e nauseabonda
dentro un ovale di ceramica.
Lasciati tentare
e godi
Sii debole e gioisci del tuo male.
28.03.2007
EGEMONIA DI FORMA
Cè un muro nellaltra stanza,
vai a vedere se non ci credi.
E fatto di mattoni gialli e blu.
Ieri non cera.
Ci voglio appendere una foto dei miei piedi.
Non è alto, ma è brutto.
E pesante e largo.
Ieri non cera.
Lhai costruito tu?
07.02.2007
Un omaggio al Colonnello!!!
Fucile
Un Ulisse vagabondo
circumnavigo mari di peccato
cerco un approdo all assurdo
sbronzo di benzene, saturo
Sono in giro,
stanotte
tra fiumi di metile e di industrie
e i rettili di periferie
sconosciute al tuo solare ricordo
Sono sulla strada
alla guida di
unauto
truccata
da sembrare una puttana
E
sono armato,
cazzo se sono armato
(Hai idea di cosa posso fare con un fucile?)
Le ruote fischiano
3000, 4000, 5000 giri al minuto
con la mia testa in palla che galleggia
nel limbo di queste frequenze
Vado addosso al pattume
grido oscenità al
muro di piombo nero pece
che mi inghiotte ad ogni incrocio
per risputarmi dallaltra parte
ancora vivo ancora vivo ancora vivo
Sono pronto
a cacciarti in gola il mio ferro, gringo
se tenti di vendermi il tuo paradiso
la tua gloria, scagliata come un dardo
la tua daga
rispondo Inferno,
sono notte
che è buio, nebbia, brama, strega
ancora vivo ancora vivo ancora vivo
Poi
lei chiede
contro chi corro, contro chi urlo, contro chi lotto
contro chi voglio chi voglio sei tu,
sorella,
e le mie mani ti sono già dappertutto
come il mio fucile, sorella, come il mio fucile
(Hai idea di cosa posso fare con un fucile?)
Poi correre, correre ancora
sui tetti di lamiere stanche, filate di stelle
riprese di fianco
da gatti randagi compagni di fuga
Io sono NEBBIA,
uomombra che invade ogni buco
si assorbe a tutto, tutto, è mio, è mio, tutto è mio
E mentre
il mondo comincia sbocciare
in ferite
io sono ancora vivo
ancora vivo ancora vivo ancora vivo
e taglio la città, spruzzandomi fuori
dagli squarci di luce
come pus vitale
per la tua magra, cenciosa
normalità.
"Colonnello Kurtz"
07.02.2007
CONCHIGLIA
Il mio uomo è una conchiglia
che ho raccolto sulla spiaggia.
Unonda la portò a me,
sfiorandomi le caviglie inghiottite dalla battigia.
La conchiglia profuma di mare,
se lappoggio allorecchio,respira
Libera, lontanada dove vieni?
E rosa e liscia la mia conchiglia.
E grande
Sapora di salsedine,
mi culla con frasi false e nacchere spagnole.
Ma è fragile.
10.01.2007
Alice non c'è più
La Marchesa beve un maraschino
e ha tette flosce che le ricadono sulla pancia bombata.
Il coniglio è stanco di correre
e preferisce scoparsi la marmotta,
che, poverina,
passava di lì per caso.
Il caffè lo prendo nero e amaro, grazie.
La gallina ha fatto luovo con tre rossi
e adesso soffre di dissenteria.
Il gatto Cousteau ha pisciato sul mio letto.
Il Cavaliere è un farabutto,
lo sanno tutti che non ruba solo le crostate,
ma sè comprato la giuria che adesso disquisisce sulletereo
e sulle cosce di tua sorella.
Il Re e la Regina sono in crociera (e lei ha perso la testa per il comandante)
se son rose fioriranno.
Il Re ha trovato un fossile sotto il cuscino e la Regina un buco nel diaframma.
E incinta o non respira?
La penisola si dissolve allorizzonte.
Non tollero la pasta con le cozze
e non amo le ferie in Agosto.
30.10.2006
MI AMO
Sorgo splendida,
fra specchi di nubi ubriache di sale,
pesca in pelle fatta quiete.
So di melograno,
profumo di bosco selvatico,
come droga i sensi stordisco.
Ma non svanisco.
E nel frattempo sorseggio te
26.10.2006
La festa della matrona
Arrivo a cavallo di un bruco
che lesto diventa farfalla,
mi lego i capelli e lei vola via.
La bionda si avvicina e mi offre un calzino
sbadiglia e si sbaglia bevendo frappè.
Lo scarabeo, con un gioco di parole, mi invita a danzare
non so se mi va, devo ancora assaggiare i crostini.
Al duca fa male una carie
"E' colpa del topo" urla alla bionda
"che mi ruba i dentini"
Ma il topo sorride "E' matto lo so!"
Poi Lei si avvicina...
Silenzio in sala, se non per la lepre
che rutta caffè, e Lei si dispone su un lungo sofà
"Avanti miei cari"...
La festa comincia
"Scusate il ritardo" gocce di sudore precedono l'odore
di una felpa bordeaux "ho forato una gomma"
Fosco il suo nome, di anni trentatré.
Mi tolgo la giacca e mi metto il rossetto,
lascio tracce sui bicchieri.
La cuoca mi odia ma è la scacchiera che temo di più.
Bla, bla, blabla.
Lo scarabeo aspetta il mio ballo e resta seduto su un vecchio divano.
Chino, sorseggia gin e mi guarda nascosto e pensa "Se dice di no,
chiamo la farfalla"
E fu così che volò.
Stupore della lepre che cerca l'orologio ma trova un ombrello
"Chissà, magari più tardi lo regalerò"
Fosco e la bionda si baciano, il duca piange.
Lei danza, volteggia, sinuosa muove le sue grasse carni.
Femmina lussuriosa, rumorosa e calda,
ingordigia nella mani
e nella bocca aglio contro i vampiri
La cuoca l'invidia.
Pazza.
Una grassa risata conclude la serata
23.10.2006
IO
Impavida e indomabile
donna di nebbia e dissolvenza in do minore
Liscia e calda la mia pelle
lucida e profumata la mia carne,
golosa e rubiconda,
di peccato e passione rorida.
Ho bianca droga sulle labbra,
i pleniluni del cuore riempio,
serva trepidante e tremolante
Colmo le notti e
calmo le lenzuola.
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